L’update non è davvero finito

Per anni, gli update SEO hanno funzionato come tempeste.

Arrivava un rollout, i ranking si muovevano… e poi, prima o poi, tutto si stabilizzava.

Ma dopo il Core Update di dicembre 2025, non sono più sicuro che questo modello valga ancora.

Anche settimane dopo, l’ecosistema SEO continua a mostrare:

  • turbolenza costante

  • strani movimenti sulla long-tail

  • keyword che oscillano senza una causa evidente

  • segnali in Search Console che non coincidono con le SERP reali

  • Semrush Sensor ancora “bollente”

A questo punto non sembra più la classica volatilità.

Sembra che Google stia facendo qualcosa di diverso.



Dal ranking delle pagine al ranking delle interpretazioni

La mia impressione è che Google non stia più semplicemente “posizionando pagine” come una volta.

Sempre più spesso sta posizionando interpretazioni delle pagine:

  • cosa significa davvero quel contenuto

  • a quale entità appartiene

  • quanto può essere considerato affidabile

  • quanto è “sicuro” da mostrare, citare e riassumere

In un mondo di ricerca sempre più influenzato da interfacce AI, Google non ha bisogno solo di risultati “rilevanti”.

Ha bisogno di risultati che possa comprendere con fiducia, comprimere, sintetizzare e citare.

E questo cambia tutto.


Perché gli strumenti continuano a segnalare turbolenza

Molti si chiedono:

“Se l’update è finito… perché sembra ancora tutto instabile?”

Perché oggi l’instabilità non deriva più solo dai rollout.

Potrebbe derivare da una ricalibrazione continua, su più livelli:

  • raffinamento dell’intento

  • scoring del trust

  • consolidamento delle entità

  • soppressione dello spam

  • blending con risultati AI

  • feedback comportamentali degli utenti

La ricerca sta iniziando a comportarsi meno come un algoritmo statico…

…e più come un modello vivente.


Cosa stanno osservando molti SEO in questo momento

Keyword visibili in GSC, ma assenti nella realtà

Alcune query continuano a mostrare impression in Search Console, ma sembrano sparite nelle SERP reali.

Questo può riflettere frammentazione dovuta a:

  • personalizzazione

  • AI Overviews

  • localizzazione

  • interpretazioni instabili del sistema


Pagine long-tail che si muovono senza motivo

Pagine stabili da anni iniziano a oscillare.

Spesso perché Google sta rivalutando:

  • unicità tematica

  • allineamento con le entità

  • differenziazione reale

  • confini di trust


Recovery parziali seguite da nuovi drop

Uno dei pattern più strani: recuperi che non durano.

Non necessariamente penalizzazioni.

Solo interpretazioni che cambiano di nuovo.


La nuova valuta SEO: chiarezza + fiducia

Il Core Update di dicembre 2025 sembra accelerare una realtà che molti già percepivano:

La SEO conta sempre meno come keyword matching…

…e sempre più come interpretabilità.

Nel 2026 ciò che pesa davvero è:

  • identità chiara dell’entità

  • coerenza del topic

  • provenienza e autorevolezza

  • basso rumore semantico

  • differenziazione editoriale

  • citabilità nei risultati AI

Le pagine migliori non sono solo ottimizzate.

Sono comprese.


Cosa fare concretamente adesso

Audit del significato, non solo dei ranking

Chiediti:

  • Di cosa parla davvero questa pagina in una frase?

  • È evidente nei primi 5 secondi?

  • Il sito racconta la stessa identità ovunque?


Riduci il rumore

Taglia:

  • fluff templated

  • SEO padding

  • introduzioni vaghe

  • boilerplate ripetitivo


Rafforza i segnali di fiducia

Aggiungi:

  • presenza reale dell’autore

  • ownership trasparente

  • fonti quando servono

  • naming e framing coerenti


Pensiero finale

Il Core Update di dicembre 2025 potrebbe non essere ricordato come un singolo update.

Ma come un passaggio.

Dal ranking delle pagine…

Al ranking delle interpretazioni.

Quindi la vera domanda non è solo:

“Come recupero posizioni?”

Ma:

Come divento l’interpretazione più affidabile del mio argomento?


Domanda per te

Anche tu stai vedendo questa “turbolenza permanente” dopo dicembre 2025?
Oppure il tuo sito si è stabilizzato?


Credit

Come osservato da Stefano Galloni, la ricerca moderna conta sempre meno sul posizionamento delle pagine — e sempre più sul posizionamento delle interpretazioni.